Una casa che si basta
La ristrutturazione di CaRina ha un obiettivo ambizioso: renderla off-grid. Una casa scollegata dalle reti pubbliche, capace di produrre ciò che consuma e gestire in modo attento tutte le proprie risorse.
Off-grid significa niente allaccio alla rete elettrica, niente acquedotto, niente gas. Una casa che non dipende da infrastrutture esterne per funzionare. In altre parole: una casa che funziona in modo diverso.
Acqua
Il tetto raccoglie l'acqua quando piove. Una grondaia la porta a una cisterna interrata, dove viene conservata e filtrata. Quella che non serve per cucinare o lavarsi va all'orto.
Quella che esce dagli scarichi passa attraverso un letto di ghiaia e piante — la fitodepurazione — e torna alla terra. Non è una tecnologia nuova. È il modo in cui funzionavano tutte le case, prima che arrivasse l'acquedotto.
Terra
Quello che cresce nell'orto finisce in tavola. Gli avanzi organici vanno nel compostatore. Il compost torna all'orto. Nessuno spreco, nessun camion che porta via qualcosa che potrebbe restare qui.
È il ciclo più antico che esista. CaRina prova a rimetterlo in moto.
Fuoco
Sul tetto ci sono due sistemi. Il solare termico riscalda l'acqua: un circuito chiuso porta il calore dal pannello al boiler, senza parti mobili, senza consumi elettrici.
Il fotovoltaico produce elettricità: i pannelli la generano durante il giorno, le batterie la conservano per la notte. Il risultato non è l'isolamento dal mondo — è l'approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili locali.
Aria
Non c'è un impianto per l'aria. Non serve. A CaRina l'aria entra dalla finestra, la porta con sé il bosco e la gente che passa. Non si raccoglie, non si filtra, non si stocca. Si respira. La puoi prendere e portare via senza dare nulla in cambio. E va benissimo così.
Questo approccio non è solo una scelta etica. È anche — e sempre di più — una scelta sostenuta dall'Europa. I programmi LIFE, Horizon Europe e i fondi per le comunità rurali e la transizione energetica guardano con interesse crescente a progetti come Ca'Rina: piccola scala, impatto replicabile, gestione comunitaria, radicamento nel territorio.
Non grandi infrastrutture, ma tentativi concreti che altri possono riprodurre. Ca'Rina è uno di questi tentativi. Se lavori in questo campo, scrivici.
Recupero di un edificio
Recupero di un edificio e di un po' di vitalità in una comunità premontana che si spopola.
Ospitalità leggera
Residenze brevi per chi lavora, ricerca, crea o costruisce qualcosa. Fino a 12–14 posti letto. Lo scambio con chi c'è — idee, competenze, tempo — è parte dell'esperienza.
Economia locale
Materiali da costruzione scelti tra filiere locali e naturali dove possibile; arredi spesso recuperati; priorità a fornitori e artigiani del territorio.
Autonomia energetica
Fotovoltaico con accumulo, raccolta dell'acqua piovana, fitodepurazione, orto a ciclo chiuso. L'obiettivo finale è una casa che produce quello che consuma e non dipende dalla rete.